Nuovi cieli e nuova terra.


Mons. João Scognamiglio Clá Dias, fondatore degli Araldi del Vangelo

La sinfonia della creazione inizia con un solenne introito: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gn 1,1). Secondo il racconto biblico, ogni parte di questa divina melodia era buona; solo il suo insieme fu considerato ottimo, ossia, il cielo e la terra raggiunsero la perfezione solo quando furono uniti tra loro.


In Paradiso, Adamo ed Eva godevano dell’armonia con il Creatore. Con il peccato originale, però, l’uomo si volse verso la terra, costretto a lavorarla con il sudore della fronte, e ad essa sarebbe tornato come polvere. La storia dell’Antico Testamento ripercorre, con ritmi diversi, il costante ritornello dell’uomo alla ricerca della sua consonanza originaria, in lotta contro le cacofonie quotidiane.


Già nei figli della prima coppia si intravede questa dualità: Caino offrì i frutti marci della terra, mentre Abele presentò le primizie del suo gregge, a mo’ di incenso elevato al trono dell’Altissimo. Poi il mondo sprofondò talmente nel peccato che Dio decise di purificarlo con il diluvio. Grazie alla sua fedeltà, Noè divenne l’uomo – trait d’union della promessa, simboleggiata dall’arcobaleno, legame che univa il cielo e la terra. La Torre di Babele, a sua volta, fu il tentativo frustrato dell’umanità di sollevarsi con forze puramente materiali.


In Abramo, il Signore restaurò nuovamente l’alleanza. A suo nipote Giacobbe fu concesso di contemplare la scala angelica che saliva al Signore. In Mosè, l’Onnipotente rafforzò l’alleanza con il popolo eletto. A proposito di Elia, si sottolinea che egli viveva in tal maniera le realtà dell’alto da meritare di essere trascinato via da questa terra…


L’incarnazione del Verbo abbatté definitivamente i confini tra il Cielo e la terra. Infatti, secondo Sant’Atanasio e altri Padri della Chiesa, Dio Si è fatto Uomo affinché l’uomo potesse diventare Dio.


I demoni, tuttavia, non smisero di gettare i mortali negli abissi infraterrestri, cioè nell’inferno. Per questo motivo, nella vita pubblica di Gesù, cercavano di impedire – attraverso malattie, possessioni, vessazioni – l’incontro degli uomini con il Signore. Anche oggi, la tattica diabolica non è molto differente…


La missione di Gesù, però, non si è conclusa con la Redenzione. Il suo compimento avverrà nella pienezza dei tempi, quando in Lui si ricapitoleranno «tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra» (Ef 1,10). E, per questo, il Signore ci ha lasciato in eredità tre straordinari aiuti: Maria, l’Eucaristia e la Santa Chiesa.


La Madonna è la Mediatrice per eccellenza, l’Arca della Nuova Alleanza, i cui splendori furono manifestati dall’Assunzione e da varie rivelazioni private. Il “Pane del cielo” è propriamente comunione che scende dall’alto affinché tutta la creazione sia ripresentata al Padre (cfr. CCC 1359). Infine, alla Chiesa sono state affidate le chiavi che legano e sciolgono ogni cosa sulla terra e in Cielo (cfr. Mt 18, 18).


In questa prospettiva, il 15 agosto celebriamo il compleanno di Mons. João Scognamiglio Clá Dias, fondatore degli Araldi del Vangelo, che scelse i tre aiuti sopra citati proprio come pilastri della sua spiritualità. In questa data, l’istituzione può soltanto augurarsi che la sua missione si compia al più presto in tutta pienezza, attraverso un rinnovato abbraccio tra il Cielo e la terra (cfr. Ap 21, 1), ovvero attraverso la restaurazione della completa armonia nella sinfonia della creazione, che manifesti tutta la sua bellezza e consonanza con il Creatore.


Fonte: Rivista Araldi del Vangelo - agosto 2022.