Natale, garanzia di luce in mezzo alle ombre.



Dio attira costantemente a Sé tutto ciò che Egli ha creato. Questa attrazione, tuttavia, viene esercitata in forme tanto diverse quanto sono diversi gli oggetti che Egli attrae.


Di ciò troviamo riflessi nella natura stessa: una è l’attrazione esercitata dal sole su tutti i vegetali, che deviano alla ricerca della luce da cui viene loro la vita; un’altra è quella esercitata dalla luna sulle acque, governando le maree in lunghi cicli; un’altra ancora, infine, è quella del magnete, la cui forza può diventare immensa, sebbene possa agire solamente sui metalli…


Ora, Dio attira a Sé soprattutto gli uomini, che ama incomparabilmente di più rispetto agli esseri materiali. Lo fa, giustamente, in modo più intenso e in maniere diverse, poiché le anime presentano una varietà molto maggiore rispetto agli altri abitanti della terra. Tuttavia, se analizziamo il modo di procedere di Dio, vedremo che Egli agisce così attraverso due forme principali, apparentemente contraddittorie, ma in realtà complementari.


A volte, ci fa sentire l’effusione del suo amore, la sua compassione e la sua tenerezza, manifestando tutta la sua generosità, il suo perdono e la sua paternalità. L’uomo, allora, si meraviglia nel vedere il Creatore discendere dalla sua grande gloria per trattarlo come un figlio, e come un figlio molto amato, e da lì sboccia una fiducia profonda dell’anima che lo rende capace di praticare qualsiasi virtù, e di realizzare per Lui qualsiasi sacrificio.


Una volta conquistata questa tappa, Dio inizia ad agire in modo diverso: Si nasconde, Si fa assente e sordo, un po’ come la madre che, per mettere alla prova suo figlio, si nasconde in casa, lasciandolo cercare. In quei momenti, Egli non è mai lontano; ci toglie appena la confortante sensibilità della sua presenza. È giunta l’ora che la creatura dimostri con un amore disinteressato la sua gratitudine per i numerosi benefici ricevuti.


Per tutta la nostra vita, i due atteggiamenti di Dio spesso si alternano: mentre l’esperienza del suo amore ci stimola e ci trasforma, la prova dell’abbandono ci purifica e ci rafforza. Pertanto, entrambi, ciascuno a suo modo, sono ugualmente indispensabili per il vero progresso spirituale.


Ciò che osserviamo nella vita di ogni uomo, individualmente, si verifica anche con i popoli e con l’intera umanità. Così, quando le tenebre sembravano dominare per sempre la terra, in apparenza abbandonata da Dio, gli Angeli annunciarono ai pastori la nascita di Colui che, dividendo la Storia a metà, veniva a riscattare gli uomini e a stabilire con loro una comunione destinata a durare fino alla fine del mondo.


Per Dio, nulla è impossibile, tranne dimenticarSi di quelli che ha riscattato al prezzo del suo Unigenito. In questo mondo, dove c’è sempre meno spazio per la speranza, il Natale ci ricorda che Dio non abbandona mai il suo popolo, ma sceglie l’ora della maggior prova per i suoi interventi più folgoranti.


Fonte: Rivista Araldi del Vangelo Dicembre 2018

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