Roccia della verità e pietra d’inciampo.


San Pio X fotografato da Giuseppe Felici

Il Divin Maestro impiegò un eccellente metodo di insegnamento. Attirava le moltitudini per mezzo di gesti e parole, smascherava gli errori dei farisei con saggezza ed evangelizzava attraverso parabole, sempre permeate di esempi tratti dalla vita quotidiana.


Simbolismo ricorrente nei Vangeli è quello della pietra o della roccia, che evoca la solidità su cui si deve, per esempio, fondare una casa, pena il crollo di tutta la costruzione (cfr. Mt 7, 24-27). Cristo utilizza questa metafora anche per illustrare la missione del primo Pontefice: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16, 18). Come Papa San Gregorio Magno chiarisce in una lettera al Vescovo Eulogio, questo passaggio indica che la Chiesa è stata stabilita sul fondamento del Principe degli Apostoli, il cui nome “Pietro” fa riferimento alla “pietra”, in analogia con la fermezza con la quale la sua anima avrebbe dovuto eccellere.


Bisogna anche notare che, nell’instaurare il ministero petrino, Gesù utilizza l’espressione “mia” Chiesa proprio per indicare che essa è fondata sulla “pietra angolare” (At 4, 11; Ef 2, 20), cioè su Cristo stesso. Pietro e i suoi successori non avrebbero potuto, quindi, arrogarsi il diritto di fare della Chiesa ciò che volevano, come se fosse la “loro”. Per questa ragione, sarebbero stati esortati a basare la loro condotta sulla vita e sugli insegnamenti del Redentore; altrimenti, avrebbero ricevuto il rimprovero del Signore: “Lungi da me, satana! Tu sei per me pietra d’inciampo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini. (Mt 16, 23).


È chiaro, inoltre, che tutta la forza della Chiesa scaturisce dal suo legame con l’Altissimo, in contrapposizione al profano e all’infedele. Così, le prime parole di Pietro e degli Apostoli rivolte al giudaismo furono un grido di rottura con la mentalità secolarista e antiquata del Sinedrio: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti 5, 29). Pietro inoltre predisse nella sua seconda lettera che sarebbero apparsi falsi dottori, con eresie perniciose, dottrine dissolute e discorsi pretestuosi, per minare l’ortodossia (cfr. 2 Pt 2, 1-3).


In opposizione a questo, si configura la missione petrina: essere la roccia della verità in mezzo a tante pietre d’inciampo che cercano di scuotere la Chiesa. Infatti, il martello dei regimi autocratici, le ondate della vana filosofia e lo scintillio di false dottrine hanno cercato nel corso dei secoli di dilapidare e sfigurare questa roccia incrollabile. Ma si sa che il metodo più efficace impiegato dai figli delle tenebre contro l’edificio della Chiesa è l’attacco alle sue fondamenta, soprattutto quando colpisce i primi principi dell’intelligenza e della morale, impedendo all’uomo di discernere rettamente la verità e l’errore, il bene e il male.


Per questa ragione, i Principi della Chiesa, come cime di questa sacra roccia, devono essere speciali depositari della “sana dottrina” (1 Tm 1, 10), “modelli del gregge” (1 Pt 5, 3), prima di tutto edificando la propria casa (cfr. 1 Tm 3, 4-5); altrimenti, come pietre d’inciampo, porteranno grande rovina (cfr. Mt 7, 27) a se stessi e a innumerevoli anime.


Fonte: Rivista Araldi del Vangelo - Agosto 2021