L’immortalità della Contro-Rivoluzione.


Particolare del ritratto di Carlo X, re di Francia, di Henry Bone – Metropolitan Museum of Art, New York

San Tommaso d’Aquino insegna che «governare è condurre convenientemente al debito fine» (De regno ad regem Cypri. L.I, c.15). Ora, ogni comunità – famiglie, città e nazioni – ha le proprie idiosincrasie e, pertanto, i propri mezzi per raggiungere il bene comune. Tutte, però, devono dirigersi verso l’unico bene ultimo trascendente, cioè, Dio.


Oltre a quanto appena detto, deve essere anche preservata la distinzione tra gli ambiti della Chiesa e quelli dello Stato: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22, 21). In questa affermazione Nostro Signore non indica un secolarismo antireligioso, né tanto meno una religione ostile allo Stato. Nella realtà, come sottolinea San Pio X nella Lettera apostolica Notre Charge Apostolique, «la società non sarà edificata se la Chiesa non ne getterà le fondamenta e non ne dirigerà i lavori». La Civiltà Cristiana è stata concepita proprio per «instaurare tutto in Cristo».


Tuttavia, non tutti gli stili di governo sono compatibili con la Fede Cattolica; anzi, alcuni possono essere addirittura suoi antagonisti. Sant’Agostino distingueva la città di Dio dalla città del demonio, così come il popolo fedele da quello infedele, coloro che vivono per la fede o contro di essa.


Nelle tre grandi rivoluzioni – la protestante, la francese e quella comunista –, troviamo questa incompatibilità: San Tommaso Moro, ad esempio, non vendette l’anima e preferì morire piuttosto che accettare la corruzione di Enrico VIII d’Inghilterra; le martiri carmelitane di Compiègne salirono sul patibolo con orgoglio, cantando allo Spirito Santo che tutto governa; infine, innumerevoli innocenti furono assassinati dal bolscevismo, “religione politica” che voleva sostituire la Chiesa.


Tali flagelli non furono riservati all’Europa. In Messico, la legge Calles del 1926 impose la più grande persecuzione anticattolica che le Americhe abbiano mai visto. «Viva Cristo Re!» era il grido che precedeva i colpi di quelle spingarde che causarono la morte di migliaia di martiri cristeros. Essi erano convinti che fosse meglio morire per il Re dei re che inginocchiarsi davanti a un despota.


Oggi, in pieno XXI secolo, tempo in cui gli uomini si vantano di aver raggiunto la libertà, l’uguaglianza e la fraternità, dati verificati mostrano che un cristiano su sette nel mondo subisce persecuzioni. E purtroppo la tendenza non ne indica la diminuzione…


In ogni caso, non c’è motivo di scoraggiarsi. Se, a La Salette, la Regina del Cielo e della terra previde una crisi nella stessa Chiesa, e, a Fatima, profetizzò che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori in tutto il mondo e che molte nazioni sarebbero state annientate e i buoni martirizzati, Ella però ha anche precisato: «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà».


Infatti, come affermava il Dott. Plinio Corrêa de Oliveira, ovunque nel mondo ci sia un sacerdote, un’ostia e del vino da consacrare, tutto può essere restaurato. La forza propulsiva della Contro-Rivoluzione non si trova nella politica, nelle cospirazioni o nella demagogia, e nemmeno in una Chiesa sottomessa ai dettami del mondo, ma nel vigore dell’anima fedele, negli eroi, insomma nei Santi. Solo loro vincono, perché, anche morendo, continuano a vivere; sono immortali.


Fonte: Rivista Araldi del Vangelo - Novembre 2022.